CIRA S.c.p.A. – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (AT/MT)
Misura delle tensioni di contatto presso il CIRA di Capua (CE)
Scheda dell’intervento
- ●Dipartimento
Organismo Abilitato DPR 462/01 (DOA) - ●Nome lavoro
Misura delle tensioni di contatto presso il CIRA di Capua (CE) - ●Cliente
CIRA S.c.p.A. - ●Anno
2025 - ●Luogo
Capua (CE) – Italia - ●Tipologia di verifica
Impianti di terra oltre 1000 V
Il cliente
La MA.DE. Engineering assicura da quasi 20 anni la sicurezza elettrica del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), analizzando tutti gli elementi della rete elettrica interna allo stabilimento e ai vari laboratori di prova.
Gli impianti elettrici AT-MT-BT del centro di Capua (CE) sono dotati di un unico impianto di messa a terra. In riferimento agli impianti AT esistono due aree a 150 kV: quella di «amarro» delle linee aeree e la stazione di trasformazione AT/MT. A sua volta l’area di amarro è suddivisa in area Terna SpA e area CIRA, con maglia di terra comune a entrambe. Dall’area dei trasformatori di stazione si estende la rete MT a diverse tensioni di esercizio (32,5 e 20 kV), che collega le cabine di trasformazione per l’alimentazione dei laboratori a 6 kV e della rete in bt a 400 V.
Il servizio
La verifica periodica di legge dai contatti indiretti su impianti di terra annessi a impianti elettrici alimentati con tensione superiore ai 1000 V è un onere di legge previsto dal DPR 462/01 (e richiamato dal Testo Unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/08) a carico del datore di lavoro.
Nel caso di impianti dotati di stazione elettrica di consegna in AT (tensione >30 kV) connessa alla rete pubblica di Terna, il sistema in MT è alimentato dai trasformatori AT/MT di impianto.
In riferimento alla Norma CEI 99-3, è necessario garantire un impianto di terra che, in condizioni di guasto sul sistema AT (o anche su MT), non determini una situazione di pericolo per le persone. Per poter accertare il persistere dell’efficienza dei sistemi di protezione dai contatti indiretti per guasto monofase a terra sui sistemi AT e MT, sono previste sinteticamente le seguenti attività:
- reperimento dei parametri della corrente di guasto monofase a terra in AT e valutazione delle correnti di guasto relative alla rete interna MT;
- misure strumentali di impedenza totale di terra, di continuità ed ispezione a vista;
- misure strumentali delle tensioni di contatto con circuito di prova per simulazione guasto in AT;
- analisi dei risultati ed emissione del verbale finale, in coerenza con le disposizioni del DPR 462/01 e la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020 per gli Organismi di Ispezione.
Per maggiori dettagli sulle modalità operative si può consultare il Regolamento Generale delle Attività di ispezione.
Le misure
Nel caso di un impianto connesso alla rete a 150 kV, le caratteristiche e la morfologia dell’impianto di terra disperdente devono garantire un basso valore di «Resistenza di terra» (Rt) per limitare il valore della «Tensione totale di terra» (UE). La sola misura della Rt non sempre è sufficiente e pertanto si ricorre alla verifica in campo delle tensioni di contatto simulando un guasto sul sistema AT.
Nella fattispecie, nel caso si verifichi un guasto monofase verso terra sul sistema a 150 kV, la rete disperdente è interessata da una corrente di corto circuito di 11,2 kA per un tempo di 0,75 s (tempo di estinzione del guasto), che provoca elevazioni dei potenziali di terra nell’area del CIRA con riflessi anche nelle zone esterne.
La misura delle tensioni di contatto ha permesso di verificare, con esito positivo, la mappa probante delle tensioni che si manifestano dentro e fuori l’area del centro, applicando una corrente di prova superiore ai 50 A come da indicazione della norma CEI EN 50522 (CEI 99-3). In particolare, per le tensioni di contatto con un tempo di persistenza del guasto di 0,75 s non si deve superare il valore di 145 V.
Non preoccupano i potenziali esportabili o importabili, essendo presenti interruzioni metalliche o giunti isolanti per le condotte dell’acqua potabile e del metano. Eventuali guasti a terra in MT non destano preoccupazione, in virtù della limitatezza delle correnti di terra e dello scarso coinvolgimento del sistema disperdente.
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