Organismo Abilitato DPR 462/01 · Accreditato Accredia UNI CEI EN ISO/IEC 17020

EN PLUS (Gruppo Alpiq) – Centrale di Ratino, San Severo (ATEX)

Verifica periodica impianto elettrico in luoghi con pericolo di esplosione presso la centrale termoelettrica di San Severo

EN PLUS (Gruppo Alpiq) – Centrale termoelettrica Ratino di San Severo – ATEX
EN PLUS (Gruppo Alpiq) – attività di verifica

Scheda dell’intervento

  • Dipartimento
    Organismo Abilitato DPR 462/01 (DOA)
  • Nome lavoro
    Verifica periodica impianto elettrico in luoghi con pericolo di esplosione presso la centrale termoelettrica di San Severo
  • Cliente
    En Plus Srl (Gruppo Alpiq)
  • Anno
    2025
  • Luogo
    San Severo (FG) – Italia
  • Tipologia di verifica
    Zone ATEX

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Il cliente

La MA.DE. Engineering assicura la sicurezza elettrica della centrale termoelettrica a ciclo combinato in località Ratino, nel comune di San Severo in provincia di Foggia, da quasi 10 anni, ovvero dalla prima verifica periodica a due anni dalla messa in servizio della centrale.

La centrale è dotata di due aree distinte a 380 kV: l’area relativa all’interruttore della linea a 380 kV diretta alla stazione Terna di San Severo e l’area connessa alla stazione di trasformazione, provvista del trasformatore di produzione da 470 MVA. Le due aree sono interconnesse da un breve collegamento in cavo a 380 kV con isolamento estruso. La rete interna contempla anche sistemi in MT (a 20 e 6 kV) con una fornitura in MT di riserva di e-distribuzione.

Il servizio

La verifica periodica di legge degli impianti elettrici presenti in luoghi con pericolo di esplosione (zone ATEX) è un onere di legge previsto dal DPR 462/01 (e richiamato dal Testo Unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/08) a carico del datore di lavoro.

Per tali luoghi è necessario in via preliminare procedere a una classificazione delle aree in coerenza con le Norme CEI EN 60079-10-1 in caso di gas e CEI EN 60079-10-2 in caso di polveri. Tale studio guiderà il progetto dell’impianto elettrico da parte di professionista abilitato, con scelta specifica dei materiali e degli apparati ATEX. L’impianto così realizzato sarà oggetto di omologazione da parte degli organi competenti per territorio (ASL o ARPA) su richiesta del datore di lavoro e successivamente verificato periodicamente, ogni due anni, come previsto dal DPR 462/01.

Nel corso delle ispezioni periodiche si procede ad accertare il persistere della rispondenza dell’impianto elettrico e dei sistemi adottati alle norme di sicurezza e alla regola dell’arte, così da non risultare modificate le condizioni originarie di sicurezza. A tale scopo gli ispettori MA.DE. rilevano nello specifico:

  • l’idoneità del tipo di costruzione (tipo, gruppo, classe, stato di conservazione);
  • l’idoneità dell’impianto (tipo di cavi, giunti, raccordi, equipotenzialità);
  • la verifica di protezione da sovraccarico per le linee di alimentazione dei motori, se esistenti;
  • le condizioni ambientali (polvere, agenti corrosivi);
  • la conservazione delle condizioni di sicurezza originarie.

Per maggiori dettagli sulle modalità operative si può consultare il Regolamento Generale delle Attività di ispezione.

Le misure

Nel caso di un impianto connesso alla rete a 380 kV, le caratteristiche e la morfologia dell’impianto di terra disperdente devono garantire un basso valore di «Resistenza di terra» (Rt) per limitare il valore della «Tensione totale di terra» (UE). Nel caso si verifichi un guasto monofase verso terra sul sistema a 380 kV, la rete disperdente della centrale è interessata da una corrente di corto circuito di circa 13,6 kA, che provoca elevazioni dei potenziali di terra nelle due aree con impianti AT, con riflessi anche nelle zone esterne limitrofe.

La rete disperdente ha una superficie estesa e pertanto manifesta la sua «elasticità» in relazione alla lunghezza e quindi all’impedenza longitudinale dei collegamenti di terra. La misura delle tensioni di contatto ha permesso di verificare, con esito positivo, la mappa probante delle tensioni che si manifestano dentro e fuori l’area della centrale, applicando una corrente di prova superiore ai 50 A come da indicazione della norma CEI EN 50522 (CEI 99-3). Le indagini sono state condotte utilizzando come dispersore ausiliario la linea AT di connessione tra la centrale e la stazione Terna.

In particolare, per le tensioni di contatto con un tempo di persistenza del guasto di 0,35 s non si deve superare il valore di 340 V: i valori riscontrati non risultano in nessun caso al di fuori dei limiti previsti dalla norma. Nel corso delle verifiche sono stati ispezionati anche gli apparati della rete MT, in particolare per la rete afferente alla cabina di riserva di e-distribuzione (20 kV con neutro compensato).